Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST AND RESEARCHER

Catalogna La tensione si sposta a Bruxelles

Corriere del Ticino – Tutta la Catalogna ha atteso con trepidazione le mosse degli esponenti del destituito Governo catalano nella prima giornata lavorativa successiva alla dichiarazione d’indipendenza della regione. L’ex Ministro al Territorio e Sostenibilità, Josep Rull, ha dissipato ben presto ogni dubbio sulle proprie intenzioni attraverso i social networks, postando una foto che lo ritraeva seduto nel proprio ufficio, ed anche l’ex Segretario Generale del Ministero di economia catalano, Luís Juncá, si è presentato regolarmente sul posto di lavoro.

La curiosità più grande riguardava ovviamente Carles Puigdemont, che alle prime ore del mattino ha dato in pasto al cyberspazio una foto che ritraeva una facciata interna del palazzo di Governo, facendo così credere che si trovasse lì dentro. Si è trattato in realtà di uno stratagemma per tenere nascosto un’improvviso blitz in Belgio dell’ex presidente catalano, accompagnato da alcuni fedelissimi tra cui Joaquim Forn, ex Consigliere dell’Interno, e Meritxell Borrás, ex Consigliere del Governatorato. La fuga di Puigdemont e di parte della cupola governativa indipendentista in territorio belga, si è concretizzata soltanto 24 ore dopo l’annuncio del Segretario di Stato all’Asilo ed alla Migrazione del Belgio, Theo Francken, riguardante un possibile asilo politico concesso dal proprio Governo all’ex presidente catalano, qualora quest’ultimo ne avesse fatto richiesta. Un exploit che aveva indotto il premier belga, Charles Michel, a dichiarare frettolosamente che la concessione di asilo politico a Puigdemont non era una tema attualmente al vaglio del suo esecutivo.

Da Bruxelles non sono ancora arrivate conferme ufficiali circa una richiesta di asilo politico inoltrata alle autorità belghe da parte degli ex membri del Governo catalano. Un’ipotesi ritenuta però estremamente probabile dal canale televisivo spagnolo La Sexta, che ha annunciato l’intenzione di Puigdemont e dei suoi fedelissimi di convocare una conferenza stampa congiunta nella giornata di oggi. Il quotidiano La Vanguardia, molto vicino alle vicende del Governo catalano, ha rivelato nella tarda serata di ieri che Puigdemont ha contrattato Paul Beckaert, avvocato belga specializzato nella difesa di diritti umani, come proprio difensore. Si tratta di una scelta mirata, che sembra anticipare le prossime mosse del destituito presidente catalano. lo stesso Beckaert, che pochi mesi fa ha impedito l’estradizione in Spagna dell’ex terrorista dell’ETA Natividad Jáuregui, ha dichiarato al quotidiano spagnolo che Puigdemont può legalmente inoltrare una richiesta di asilo al Belgio, non confermando però quale sarà la sua decisione finale.

Il Governo di Mariano Rajoy ha reagito con apparente disinteresse all’improvvisa dipartita di Puigdemont, avendo di fatto raggiunto l’obiettivo che l’ex numero uno della Generalitat non si sia presentato sul posto di lavoro pretendendo di esercitare le funzioni da cui è stato destituito. Non è stato così intralciato il primo giorno di lavoro di Roberto Bermudez de Castro, braccio destro del vice-presidente spagnolo Soraya Saenz de Santamaria, a cui Madrid ha affidato il compito di coordinare l’applicazione dell’art.155 in Catalogna. Il Procuratore Generale dello Stato, José Manuel Maza, ha intanto presentato ufficialmente una denuncia contro tutti i membri del destituito Governo catalano per i reati di ribellione, sedizione e malversazione di fondi davanti all’Audienza Nazionale. La triplice tipologia di reato su cui si fonda l’azione penale, che comporta pene tra i 15 ed i 30 anni di carcere, è legata all’operato di Puigdemont e degli altri Consiglieri relativamente alla proclamazione della dichiarazione unilaterale d’indipendenza della Catalogna.

Il Procuratore Generale non ha sollecitato l’adozione di misure cautelari nei confronti degli imputati, chiedendo però che vengano citati in giudizio al più presto ed ordinandone l’arresto in caso di assenza ingiustificata. Una seconda denuncia per un presunto reato di ribellione, previsto dall’art.472 del Codice Penale spagnolo, è stata invece presentata davanti al Tribunale Supremo contro il Presidente del Parlamento catalano, Carme Forcadell, ed i membri della Conferenza dei capigruppo per aver permesso la votazione della dichiarazione d’indipendenza.

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