Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST AND RESEARCHER

Tag Narcotraffic

Coca e cocaina tra Perù e Bolivia

Rai News – La Colombia prevede di dimezzare l’estensione delle coltivazioni di coca dopo l’accordo di pace siglato tra il governo e le FARC.Una decisione che aumenta, di riflesso, l’importanza di Perù e Bolivia sui mercati internazionali della droga, stravolgendo le dinamiche del narcotraffico. http://www.rainews.it/dl/rainews/media/La-Colombia-prevede-di-dimezzare-estensione-coltivazioni-di-coca-sotto-il-controllo-delle-Farc-a3db12c8-e37f-4904-980c-67d96273ea3f.html

Perù primo produttore mondiale di cocaina

RSI Radiotelevisione svizzera –  Secondo il rapporto annuale dell’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, il Perù è il primo produttore mondiale di cocaina. Una conferma per il paese andino, che aveva scalzato la Colombia nel 2012. La produzione di cloridrato di cocaina è di 300 tonnellate annuali. L’Europa è la principale destinazione della cocaina peruviana. Per contrastare il narcotraffico il governo di Ollanta

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Avanza la cooperación antidroga con Perú

Rusia Hoy – Rusia y Perú siguen trabajando juntos en la lucha al narcotráfico. El director del Servicio Federal de Control de Tráfico de Estupefacientes de la Federación Rusa (FSKN), Víctor Ivanov, ha vuelto a reunirse con las autoridades peruanas después de su primera visita a Lima en junio de 2012. El mismo funcionario y la presidente ejecutiva de la Comisión Nacional para el Desarrollo y Vida sin Drogas, Carmen Masías, han

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Rapporto Onu: Perù paradiso della cocaina

L’Espresso – Primo produttore mondiale di coca. Secondo il rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga il primato spetta al Perù davanti a Colombia e Bolivia. Nel 2012 sono stati registrati 60.400 ettari coltivati a coca nel paese andino, dei quali solo il 14 per cento, 9 mila tonnellate di foglie, è destinato al consumo legale, mentre il resto finisce al narcotraffico. Dati che si aggiungono a quelli

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Crisi e cocaina, quegli italiani detenuti in Perù

L’Espresso –  Claudio attende il suo turno davanti agli sportelli dell’Ambasciata italiana a Lima. Deve sostenere degli esami neurologici ed ha fatto richiesta di rimborso spese alle autorità consolari. Si trova in Perù dal 2007, anno in cui è stato arrestato per traffico di stupefacenti: “Sono venuto per investire nella lana di vigogna, ma i soldi messi da parte non bastavano. Mi sono innamorato di una ragazza ed ho iniziato a

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