Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST

Un cantante per Haiti

L’Espresso – Come sta Haiti a 16 mesi dal devastante terremoto che ha provocato oltre 250 mila morti e due milioni di sfollati? Ancora molto male. Nonostante l’eccezionale gara di solidarietà internazionale, sono ancora 800 mila le persone che vivono nelle tendopoli e non è stata ancora debellata l’epidemia di colera che ha colpito circa 160 mila abitanti. La gente chiede anche di cacciare i caschi blu accusati di rapimenti e stupri oltre che di essere i responsabili della diffusione del colera. Tutti problemi, oltre a quelli storici che riguardano l’analfabetismo e la povertà, che dovrà affrontare il discusso nuovo presidente. Le urne hanno premiato un outsider come Michel Martelly, 50 anni, conosciuto col nomignolo di “Sweet Micky”. Figlio di un supervisore petrolifero, voleva fare il medico ma non è mai riuscito a laurearsi. Entrato invece all’Accademia militare, ne fu cacciato per aver messo incinta la figlia di un generale. Il successo è arrivato con la carriera artistica: è considerato il pioniere della “kompas music”, ritmi dance cantati in creolo. La grande popolarità gli ha permesso di entrare in contatto con la politica. Noti i suoi legami coi militari protagonisti del colpo di stato contro Jean-Bertrand Aristide nel 1991 e con l’ex capo della polizia Michel François condannato per crimini contro l’umanità. Ha promesso di lottare contro la corruzione, altro male nazionale, e di incentivare la produzione agricola visto che Haiti produce solo il 28 per cento del suo fabbisogno.