Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST

Sempre Morales

L’Espresso – Non c’e due senza tre. Il presidente boliviano Evo Morales, già eletto nel 2005 e nel 2009, si appresta a celebrare un nuovo trionfo alle elezioni presidenziali del prossimo 12 ottobre. Il leader indigeno viaggia nei sondaggi al 54 per cento, numeri che gli garantirebbero la maggioranza assoluta al primo turno. Molto staccato, col 14 per cento delle preferenze, risulta l’industriale del cemento Samuel Doria Medina, candidato del Frente Amplio: una coalizione partitica sorta con lo scopo di riunire le forze di opposizione, provando così ad interrompere l’egemonia del Movimento al Socialismo. Il principale avversario alla candidatura di Morales è la Costituzione boliviana, che vieta ad un presidente in carica l’elezione per tre volte consecutive. Un intoppo a cui ha posto rimedio la Corte Suprema, stabilendo che ai sensi della nuova Costituzione, promulgata nel 2009, l’attuale mandatario risulta eletto una sola volta, non avendo la norma efficacia retroattiva. Uscito indenne dai numerosi conflitti sociali che hanno minato la stabilità del suo governo negli ultimi anni, Morales ha conservato l’appoggio popolare grazie agli introiti derivanti dalla nazionalizzazione dell’economia (nel 2013 la Bolivia ha registrato una crescita del 6,8 per cento) che hanno permesso di finanziare la spesa sociale e la costruzione di nuove infrastrutture. Una politica interna accompagnata, sul piano internazionale, dalla battaglia per riottenere dal Cile uno sbocco sul mare.