Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST

Schiavo e sudamericano

L’Espresso – La Bolivia si sta convertendo nella nuova frontiera del traffico internazionale di esseri umani. Uno studio della Defensoria del Pueblo ha portato alla luce una realtà drammatica, protetta fino ad ora dalla mancanza di dati ufficiali a riguardo. Ogni anno 15 mila minorenni attraversano la frontiera con l’Argentina grazie a fittizie autorizzazioni delle famiglie, diventando oggetto di sfruttamento sessuale e lavori forzati nei sobborghi di Buenos Aires. La maggior parte di loro proviene dalla regione di Potosí, dove un bambino viene venduto tra i tre ed i sette dollari. La viceministra per le Pari opportunità, Gardy Costas, ha evidenziato tra il 2008 ed il 2010 un aumento del 26,4 per cento dei casi di traffico delle persone in Bolivia. Non si tratta soltanto di minori, anche gli adulti sono merce preziosa: le organizzazioni criminali ricevono 10 mila dollari a persona dietro la promessa di un lavoro sicuro nei Paesi occidentali. In Sud America i centri di smistamento dei moderni schiavi sono Buenos Aires e San Paolo, per un giro d’affari che raggiunge i 10 mila milioni di dollari annui a livello mondiale. Le rotte della speranza sono le più disparate, dalla Russia alla Spagna: una volta a destinazione gli emigranti boliviani sono costretti in schiavitù, lavorando nei campi e nelle catene di montaggio.