Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST

La guerra del fumo

L’Espresso – Il gigante del tabacco Philip Morris ha citato in giudizio il Governo dell’Uruguay davanti a un tribunale internazionale. Il motivo della contesa riguarda alcuni recenti divieti in materia di fumo. L’Uruguay ha deciso di vietare la vendita delle sigarette light, misura che ha obbligato la multinazionale svizzera a ritirare dal mercato sette prodotti su dodici. Philip Morris ritiene che l’Uruguay abbia violato un trattato firmato nel 1998 con la Svizzera in materia di protezione degli investimenti stranieri. Dal 2006 la politica sanitaria di Montevideo è molto severa. È stato, ad esempio, stabilito che l’80 per cento della superfice di ogni pacchetto di sigarette debba contenere avvertenze circa i rischi del fumo. L’assessore del ministero della Salute, Eduardo Bianco, bolla come intimidatoria la causa intentata presso l’International Center for Settlement of Investment Disputes. Il fatturato annuo di Philip Morris supera di molto il Pil dell’Uruguay, le cui casse sopporterebbero a fatica una disputa milionaria. È la prima volta nella storia che un’azienda di tabacchi chiama in giudizio un governo.