Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST

Ecuador: Plebiscito per Correa

L’Espresso – Un trionfo annunciato. È quello che si appresta a celebrare Rafael Correa alle elezioni presidenziali in Ecuador, in programma il 17 febbraio. Il capo dello Stato uscente spadroneggia nei sondaggi col 63 per cento delle preferenze rispetto al 9 per cento di Guillermo Lasso, l’uomo della destra. Per il leader di Alianza Pais si tratterebbe del terzo mandato. Il probabile successo si fonda sui traguardi raggiunti durante il suo governo: tasso di crescita al 7,8 per cento (il secondo più alto in Sudamerica), riduzione del debito estero da 17,4 a 13,6 miliardi di dollari e calo dell’indice di povertà al 28,6 per cento. Promotore della “Revolución ciudadana” d’ispirazione chavista, Correa ha imposto un modello economico alternativo a quello neoliberale che aveva portato il Paese al tracollo finanziario nel 1999. Ha rafforzato la capacità produttiva della compagnia statale Petroecuador, promulgando al tempo stesso una nuova “ley de hidrocarburos” per rinegoziare le licenze delle imprese petrolifere operanti in Ecuador: in base ai nuovi contratti queste ultime devono alle casse statali oltre due miliardi di dollari a titolo di imposte. La spesa sociale è così aumentata dal 12 al 25 per cento. Sul piano internazionale Correa ha promosso l’integrazione con la nuova sinistra latinoamericana, su tutti Venezuela e Bolivia, mantenendo invece relazioni tese con gli Usa.