Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST

Catalogna Uno scandalo di corruzione travolge il PDeCAT

Corriere del Ticino – La politica catalana è stata sconvolta dalla sentenza relativa al caso del “Palau de la Musica” di Barcellona a ventiquattro ore dalla formazione del nuovo Parlamento regionale. La decima sezione dell’Audiencia Nacional del capoluogo catalano ha infatti ufficializzato, nella giornata di ieri, le condanne a carico dei responsabili di una gigantesca trama di corruzione che faceva capo a Félix Millet, fondatore della Fondazione “Orfeo Català y Palau de la Musica”.

La sentenza ha svelato i dettagli di un’indagine iniziata nel luglio 2009 dalla Procura di Barcellona sulla base di una denuncia relativa a presunte irregolarità contabili commesse dalla Fondazione che gestiva il Palau de la Musica, icona del capoluogo della Catalogna, dichiarato patrimonio Unesco nel 1997. Una perquisizione portò alla luce mails e documenti facenti capo a Fèlix Millet ed al suo braccio destro, Jordi Montull, inerenti a presunte commissioni ottenute dalla multinazionale Ferrovial, operante nel settore infrastrutture, in cambio della concessione di appalti pubblici attraverso esponenti di Convergencia Democratica de Catalunya, partito dissoltosi nel luglio 2016 per fare posto all’attuale Partito Democratico Europeo Catalano dell’ex presidente Carles Puigdemont.

Tra le opere pubbliche oggetto dell’indagine finirono la costruzione della Linea 9 della metropolitana di Barcellona e quella della Città della Giustizia, portate a termine attraverso un’articolata trama di corruzione rivelata dalla sentenza dell’Audiencia Nacional. In sostanza la Fondazione che gestiva il Palau de la Musica faceva da tramite tra Ferrovial e Convergencia Democratica de Catalunya, che si impegnava a far ottenere gli appalti alla società nei comuni/località amministrati da uomini del partito.

Per ogni appalto ottenuto, secondo quanto emerso dalla carte giudiziarie, la multinazionale pagava commissioni del 4% sull’importo totale: il 2,5% spettava al partito ed il restante 1,5% toccava al duo Millet-Montull per la loro opera di intermediari. Tra il 1999 ed il 2009, Convergencia ha quindi ottenuto 6,6 milioni di euro in “mazzette”, mentre i massimi responsabili della Fondazione “Palau de la Musica” hanno intascato 3,5 milioni di euro. L’Audiencia ha stabilito che il partito restituisca interamente la somma di denaro ottenuta da Ferrovial, un onere che tocca adesso al PDeCAT, erede politico di Convergencia. La giustizia ha inoltre condannato Daniel Osàcar, ex tesoriere della formazione politica, a 4 anni e 5 mesi di reclusione ed al pagamento di una multa di 3,7 milioni di euro.

Il filone relativo alla trama di corruzione che coinvolge il partito di Convergencia rappresenta però solo una parte dell’oggetto dell’inchiesta. L’Audiencia Nacional ha infatti stabilito che Millet e Montull, col supporto di Gemma, figlia di quest’ultimo e responsabile finanziario della Fondazione, hanno sottratto 23 milioni di euro dalle casse del Palau de la Musica tra il 2000 ed il 2009, destinandoli alla ristrutturazione di immobili di proprietà ed a viaggi verso mete esotiche come Dubai e le Maldive.

I giudici hanno quindi condannato Millet e Montull a 9 anni ed 8 mesi di reclusione il primo ed a 7 anni e sei mesi di reclusione il secondo, entrambi accusati di reati quali, tra gli altri, riciclaggio di denaro ed appropriazione indebita. Condanne minori sono state invece comminate ad avvocati ed imprenditori coinvolti, a vario titolo, nella strategia fraudolenta messa in piedi dai vertici della Fondazione che gestisce tutt’ora il Palau de la Musica (gli imputati si sono dimessi). Il coinvolgimento di Convergencia nello scandalo ha prodotto inevitabili reazioni sul versante politico, mettendo in grave imbarazzo il PDeCAT di Puigdemont, catapultato al centro di un fuoco incrociato tra l’opposizione e gli alleati di Esquerra Republicana, che ha preteso, attraverso il portavoce Sergi Sabrià, che sui responsabili dello scandalo “ricada tutto il peso della giustizia”.

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