Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST

Catalogna scoperto un altro covo

Corriere del Ticino – In Spagna dopo il dolore per le vittime degli attentati della scorsa settimana a Barcellona e Cambrils è l’ora delle polemiche: tra la polizia nazionale e quella catalana sui buchi della sicurezza. Mentre spunta un secondo covo dei terroristi, oltre a quello saltato in aria di Alcanar. Del tutto inattesa è giunta ieri la rivelazione, da parte delle autorità spagnole, di un nuovo covo dei terroristi, rimasto fino ad ora sconosciuto, nella località di Riudecanyes, vicino a Tarragona. Si tratta di una vecchia masseria abbandonata dove sono stati rinvenuti i passaporti di Mohamed Hichamy e Younes Abouyaaqoub, insieme ad alcuni scontrini che testimoniano l’acquisto di coltelli e di 500 litri di acetone, utilizzato per fabbricare grandi quantità di Tatp, l’esplosivo artigianale dell’ISIS, che sarebbe stato usato con 126 bombole di gas e una grande quantità di chiodi, per causare il maggior numero possibile di vittime. Le indagini si stanno estendono a macchia d’olio sia in ambito interno che sul fronte internazionale.

All’alba di ieri è terminata una perquisizione condotta dai Mossos d’Esquadra presso un’abitazione, risultata disabitata, a Villafranca del Penedés, località situata a circa 15 chilometri dal luogo in cui è stato abbattuto Younes Abouyaaqoub. Obiettivo degli inquirenti è scoprire se il terrorista abbia usato la casa come appoggio temporaneo, contando magari sull’aiuto di complici, avendo constatato che, al momento della sua uccisione, indossava abiti diversi da quelli con con cui era stato immortalato dalle telecamere del mercato della Boqueria, in fuga dopo aver compiuto il massacro sulle Ramblas alla guida del furgone. Intanto tra le macerie della casa di Alacanar, saltata in aria per l’esplosione degli ordigni rudimentali che i terroristi stavano preparando, la polizia catalana ha rinvenuto un quaderno appartenente all’imam di Ripoll, Abdelbaki Es Satty, contenente frasi dirette ai soldati dello Stato islamico, insieme a biglietti aerei con destinazione Bruxelles intestati allo stesso religioso di fede islamica.

Proprio in merito alla presenza di Es Satty in Belgio, notizia trapelata sin dall’inizio delle indagini sugli attentati, il sindaco di Vilvoorde, cittadina dove l’imam soggiornò tre mesi lo scorso anno, ha confermato di aver allertato gli inquirenti spagnoli in merito ai sospetti sul conto del reli- gioso islamico. Es Satty era infatti arrivato in Belgio in cerca di lavoro, facendo perdere le proprie tracce quando gli erano stati chiesti i precedenti penali (in Spagna aveva scontato una condanna per traffico di stupefacenti dal 2010 al 2014). Il ministro dell’interno spagnolo, Juan Ignacio Zoido, ha però smentito le parole del primo cittadino di Vilvoorde, sostenendo che la polizia iberica non aveva ricevuto alcuna segnalazione sul conto di Es Satty proveniente dal Belgio.

Nel frattempo il clima di apparente unità di intenti, fino ad ora, tra Ma- drid e Barcellona in merito allo svolgimento delle indagini sugli attentati, ha ceduto il passo a una feroce polemica tra la polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, ed il Sindacato della polizia spagnola (SUP), spal- leggiato dall’Associazione Unificata della Guardia Civile (AUGC). I due corpi di polizia a carattere na- zionale accusano infatti i colleghi catalani di «averli esclusi» dall’operazione immediatamente avviata dopo l’esplosione nella casa di Alcanar, verificatasi 24 ore prima dell’attentato sulle Ramblas, impedendo l’operato degli artificieri del TEDAX della Guardia Civile che avrebbe forse permesso di collegare, secondo quanto sostenuto da Madrid, la presenza di esplosivi all’attività del gruppo terrorista, anticipandone così le mosse.

Sul fronte giudiziario invece, il titolare dell’inchiesta a carico dei quattro componenti ancora in vita della cellula terroristica, Fernando Abreu, ha disposto la misura di libertà provvisoria per Mohamed Aallaa, proprietario dell’Audi A3 utilizzata dai terroristi a Cambrils, decretando invece l’ingresso in carcere per Driss Oukabir e Mohamed Houli Chemal ed un ulteriore fermo giudiziario di 72 ore per Salah El Karib, titolare di un internet point utilizzato dai terroristi a Ripoll.

Il padre di Mohamed Aallaa, intervistato da numerosi media nella giornata di ieri, ha ribadito l’innocenza di suo figlio, affermando che quest’ultimo aveva prestato l’automobile oggetto dell’inchiesta al fratello minore Youssef, ucciso dalla polizia a Cambrils. Nella giornata di ieri si è infine riunita la Commissione di Sicurezza di Barcellona, che ha decretato l’adozione di alcune misure straordinarie in chiave anti-terrorismo. Il ministro dell’Interno catalano, Joaquim Forn, ha garantito l’aumento della presenza della polizia in città e l’adozione di dissuasori mobili in alcuni punti nevralgici, affermando che toccherà poi ad un gruppo di tecnici valutare l’installazione di dissuasori di tipo permanente.

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