Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST AND RESEARCHER

Sono 57.337 i detenuti di Castro

L’Espresso – Sono 57.337 i detenuti nelle carceri cubane. È il dato che emerge dalle pagine di Granma, organo ufficiale del Partito comunista cubano. Per la prima volta dall’arrivo al potere nel 1959, il regime castrista ha deciso di fornire la cifra ufficiale del numero di detenuti. Per decenni l’opposizione e le organizzazioni di diritti umani hanno ipotizzato che il numero dei reclusi in carcere fosse il doppio rispetto alle cifre ufficiali, condito da pesanti condizioni detentive. Il “Granma” traccia un quadro complessivo del sistema carcerario, evidenziando che tutti i detenuti beneficiano di un programma di reinserimento sociale: 27.095 ricevono istruzione scolastica e 24.531 imparano un mestiere. Sono 23.133 quelli che lavorano, con regolare salario e accesso alla previdenza sociale. Un operazione mediatica, quella messa in atto dal Partito comunista, che segue a ruota l’indulto concesso a 2.900 persone alla fine dello scorso anno; negli ultimi sei mesi sono state scarcerate 10.129 persone. Il dato più interessante riguarda l’aumento delle condanne per reati di corruzione, più numerose di quelle per motivi politici: l’infedeltà di dirigenti e funzionari, ai diversi livelli, si sta rivelando il nemico più difficile da combattere per i fratelli Castro.