Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST AND RESEARCHER

La coca non si tocca

L’Espresso –  Il Governo di Evo Morales continua la sua battaglia a tutela della pianta di coca. È stato approvato un disegno di legge avente a oggetto la rinuncia alla Convenzione Onu del 1961 sulle sostanze stupefacenti. Il cancelliere David Choquehuanca afferma che quest’ultima viola la nuova Costituzione boliviana, che riconosce la coca come elemento della cultura locale e ne consente la masticazione delle foglie. La decisione adottata rappresenta il culmine di una strategia iniziata nel 2008 con l’espulsione dell’Agenzia antidroga statunitense dalla Bolivia e mirata a rivalutare gli usi legati alla discussa pianta. La misura promossa da Morales ha scatenato forti proteste, con l’Onu a sottolineare l’indebolimento legislativo nella lotta al narcotraffico. Secondo la legislazione boliviana, 20 mila ettari sono il limite massimo di terreni convertibili in “cocales”. I dati dell’Onu evidenziano come in realtà la superficie coltivata sia di 30 mila ettari, facendo del Paese andino il terzo produttore mondiale di cocaina. Nei mesi scorsi l’ex capo dell’antidroga boliviana, Rene Sanabria, è stato arrestato per narcotraffico, un duro colpo alla credibilità delle politiche di Morales. Dal canto suo il governo si dichiara disponibile a ratificare nuovamente la Convenzione nel 2012, con delle riserve riguardanti gli articoli sulla pianta di coca.