Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST AND RESEARCHER

Indignados e vincenti

L’Espresso – Ricordate gli studenti cileni? Quelli che, un anno fa, avevano dato vita al movimento mondiale degli indignados sotto la guida di Camila Vallejo, diventata un’icona mondiale? Dopo tanto marciare hanno ottenuto un primo parziale successo. Il governo del presidente Sebastián Piñera ha approvato un piano di riforme economiche che ristrutturano il sistema di finanziamento delle università e le relative modalità d’iscrizione: viene soppresso il “Crédito con Aval del Estado”, uno dei principali temi di conflitto tra le parti. Fino ad oggi, in un Paese dove le università hanno perlopiù carattere privato, erano le banche a finanziare le rate d’iscrizione degli studenti, con tassi d’interesse intorno al 6,4 per cento: una situazione che ha determinato l’indebitamento di migliaia di famiglie. Con la riforma il finanziamento sarà pubblico, con un tasso del 2 per cento (sarà saldato dallo studente stesso in 180 rate, una volta che questi abbia iniziato a lavorare e generare un proprio reddito). Gabriel Boric, il nuovo leader degli studenti al posto della Vallejo, ha salutato con favore la legge ma rilancia: “È solo il primo passo. Non vogliamo passare da un indebitamento all’altro, ma cambiare la logica con cui si fa educazione in Cile”. L’obiettivo finale è quello di ottenere un sistema educativo fondato su basi di gratuità. Per questo le proteste continueranno. Anche perché, come si è visto, portano risultati.