Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST AND RESEARCHER

Ad Haiti è sempre emergenza

L’Espresso –  A due anni dal terremoto che la sconvolse (oltre 200 mila morti e la distruzione quasi completa della capitale Port-au-Prince) Haiti non riesce a risollevarsi. Cecilia Millian, capo dell’ong Oxfam, afferma che 520 mila persone vivono tuttora nelle tendopoli, versando in drammatiche condizioni igienico-sanitarie, come conferma l’epidemia di colera scoppiata poco più di un anno fa. La ricostruzione procede a rilento, e sul banco degli imputati ci sono sia la comunità internazionale sia il governo del presidente Michel Martelly per la cattiva gestione dei fondi. Potenze occidentali e cooperazione internazionale hanno stanziato 4,6 miliardi di dollari, ma solo il 43 per cento della somma risulta impiegato sul campo. La maggior parte del denaro è stata utilizzata per far fronte all’emergenza umanitaria (acquisti di medicinali, tende, trasporti) mentre solo un’esigua parte dei fondi è stata investita nella ricostruzione di case per la popolazione ed infrastrutture decisive per l’economia nazionale. Haiti è uno dei paesi più poveri al mondo, dove il 70 per cento degli abitanti risulta senza occupazione, con un reddito inferiore a un dollaro al giorno.