Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST AND RESEARCHER


Nel nome di papà Fujimori

L’Espresso – Uno dei candidati più controversi nella corsa alla presidenza del Perù (elezioni il 10 aprile) è Keiko Fujimori, 35enne figlia dell’ex presidente Alberto, alla guida del Paese dal 1990 al 2000. Un decennio caratterizzato da violazioni dei diritti umani, corruzione ed omicidi: reati per i quali Fujimori è stato condannato a 25 anni di carcere. Keiko fu già investita del ruolo di “primera dama” del Perù a soli 19 anni, dopo il divorzio dei genitori, ed il suo partito, Fuerza 2011, è sorto dalle ceneri di quello del padre. Una parentela che ha portato la donna, sposata con l’italo-americano Mark Vito Villanella e madre di due bambine, a dover fare i conti con gli attacchi di parte dell’opinione pubblica, guidata dallo scrittore Mario Vargas Llosa. Secondo i suoi detrattori il padre ha pagato i suoi studi e quelli dei fratelli negli Usa con i soldi sottratti alle casse dello Stato. Oltre ad elogiare il modello economico paterno ed i successi contro il terrorismo di Sendero Luminoso, Keiko ha preso le distanze da Vladimiro Montesinos, ex braccio destro del padre implicato in episodi di corruzione, accusandolo di aver tradito la fiducia della sua famiglia. I suoi avversari più accreditati sono l’ex presidente Alejandro Toledo, il sindaco di Lima Luis Castaneda ed Ollanta Humala, leader del partito filo-chavista. Stando ai sondaggi, la sfida è apertissima. Nel 2006 Keiko è stata la parlamentare più votata con oltre 600 mila preferenze.