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Spagna È scontro su Puigdemont – Mario Magarò

Mario Magarò

FREELANCE JOURNALIST AND RESEARCHER

Spagna È scontro su Puigdemont

Corriere del Ticino – La sessione d’investitura del presidente della Generalitat, inizialmente convocata nella giornata di ieri, è stata posticipata a data da destinarsi dal Presidente del Parlamento catalano, Roger Torrent, in seguito alla risoluzione del Tribunale Costituzionale relativa alla candidatura di Carles Puigdemont.

I giudici dell’Alta corte, riuniti d’urgenza sabato scorso per decidere in merito al ricorso presentato dal Governo centrale, che riteneva inammissibile una possibile rielezione di Puigdemont in quanto tutt’ora ricercato dalla giustizia spagnola, avevano stabilito che l’ex Presidente catalano potesse essere rieletto soltanto se previamente autorizzato dal Tribunale Supremo ad essere presente in Parlamento, sancendo l’impossibilità di un’investitura per via telematica. Una decisione che ha scatenato le ire della maggioranza indipendentista uscita vincitrice dalle urne, bloccando sul nascere quella che sembrava essere la via prescelta da Puigdemont per la sua rielezione, perdurandone l’auto-esilio in Belgio.

A poche ore dalla sessione plenaria d’investitura, mentre a Barcellona si rincorrevano le voci di un’apparizione a sorpresa di Puigdemont, ipotesi che ha spinto il Ministero dell’interno spagnolo a predisporre controlli serrati alla frontiera con la Francia, l’ex Governatore della Catalogna ha optato per forzare la mano col Presidente del Parlamento catalano, inviandogli una lettera in cui chiedeva piena tutela per il suo status di deputato e candidato alla presidenza, invitandolo a non considerare le limitazioni imposte dai giudici di Madrid.

Messo alle strette, Torrent ha dato quindi mandato ai servizi giuridici del Parlamento di presentare un ricorso contro la pronuncia del Tribunale Costituzionale, posticipando l’investitura del nuovo presidente catalano nelle prossime settimane, una volta resa nota la risposta ufficiale dell’Alta corte spagnola. “Nessun ministro o un Tribunale a 600 km di distanza decideranno chi deve essere il presidente della Catalogna”,  ha dichiarato il neo Presidente del Parlamento catalano, assicurando che Carles Puigdemont continua ad essere l’unico candidato alla presidenza della regione perché “frutto della volontà maggioritaria della Camera”.

 Parole durissime quelle di Torrent, che lasciano temere uno scontro istituzionale di portata eccezionale qualora il Tribunale Costituzionale confermi le limitazioni imposte alla rielezione di Puigdemont. Lo stesso Presidente del Parlamento ha poi giustificato la mancata celebrazione della sessione d’investitura con la necessità di poter contare su un dibattito parlamentare effettivo e senza ingerenze esterne. Una decisione che ha però aperto una frattura tra le due anime dell’indipendentismo: Esquerra Republicana, partito di appartenenza di Torrent, e Junts Per Catalunya (JxCAT), la formazione di Puigdemont che ne pretendeva ad ogni costo la rielezione nei tempi stabiliti.

“Siamo davanti ad un conflitto causato dalla vittoria di JxCAT su Esquerra alle ultime elezioni, che ha imposto la logica della restaurazione del vecchio esecutivo capitanato da Puigdemont”, racconta al Corriere del Ticino il politologo Oriol Bartomeus, sottolineando come un’eventuale retromarcia in merito alla rielezione dell’ex Presidente catalano “tramuterebbe Esquerra in traditore agli occhi dell’elettorato”.

La giornata di ieri ha registrato inoltre diverse tensioni sul fronte dell’ordine pubblico, quando la manifestazione convocata dall’Assemblea Nazionale Catalana e Ómnium Cultural, le principali associazioni indipendentiste catalane, ha forzato il cordone di polizia intorno al Parlamento. I manifestanti hanno sfilato per alcuni chilometri nel centro di Barcellona, scandendo cori in sostegno di Puigdemont ed indossando maschere con la sua faccia disegnata. Lo stesso ex Presidente catalano è poi comparso in tarda serata via internet da Bruxelles, attraverso un videomessaggio con cui ha ribadito che non ci sono altri candidati alla presidenza della Catalogna.

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